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Le novità della riforma degli appalti

Di seguito elencate le novità della riforma degli appalti.

1. Poteri ANAC

Regolazione, linee guida, bandi tipo. Ma anche interventi cautelari per stoppare sul nascere le gare irregolari, albi dei commissari di gara. E, ancora, qualificazione delle stazioni appaltanti e rating reputazione per le imprese. L’Anac presieduta da Raffaele Cantone è il perno del nuovo sistema costruito dal Codice appalti.

2. Legge Obiettivo

Il Codice dedica un’intera sezione al superamento della legge Obiettivo. Le regole per le infrastrutture strategiche non saranno più inserite in un provvedimento dedicato, ma faranno parte del Codice. La pianificazione delle infrastrutture di interesse nazionale avviene mediante il piano generale dei trasporti e della logistica.

3. Il rafforzamento del RUP

Più poteri al responsabile unico del procedimento che avrà compiti dalla fase di progettazione fino a quella di esecuzione delle opere. Ma anche requisiti più stringenti a suo carico. Il Rup, infatti, secondo il Codice dovrà possedere titolo di studio e competenza adeguati in relazione ai compiti per i quali è stato nominato.

4. Lotti e rotazione

Spinta sulla divisione degli appalti in lotti. Le Pa dovranno suddividere gli appalti in lotti funzionali, motivando le scelte di segno diverso. Nel caso di suddivisione in lotti, il loro valore dovrà essere adeguato e dovrà garantire l’effettiva possibilità di partecipazione da parte delle micro, piccole e medie imprese, assicurando la rotazione.

5. Qualificazione PA

Sopra una soglia minima (40mila euro per servizi e forniture e 150mila euro per i lavori) le stazioni appaltanti potranno bandirele gare solo se in possesso di un nuovo bollino rilasciato dall’Anac. In alternativa, dovranno passare dalle unioni di Comuni o dalle centrali di committenza.

6. Rating reputazionale

L’Anac, con una sua determinazione, introdurrà un rating pensato per premiare le imprese in base al loro curriculum. Sarà basato su «criteri reputazionali» e su «accertamenti definitivi concernenti il rispetto dei tempi e dei costi nell’esecuzione dei contratti e la gestione dei contenziosi».

7. Cause di esclusione

Più poteri alle stazioni appaltanti in sede di verifica dei requisiti delle imprese. Potranno guardare anche al curriculum degli operatori economici, ai tentativi di falsare la concorrenza o di influenzare l’esito delle aggiudicazioni, alle situazioni di conflitto di interessi con gli uffici gare della PA.

8. Commissioni giudicatrici

Viene istituito l’albo dei componenti delle commissioni giudicatrici presso l’Anac. L’Anticorruzione avrà il compito di vigilare sui commissari che decideranno l’esito delle procedure affidate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa che, peraltro, diventa il metodo ordinario per tutte le gare.


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